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L'INTERVISTA - Mariella Nava: la cantautrice dedica una canzone alle vittime del lavoro
di Elisabetta Di Dio Russo

Mariella Nava è un’artista sensibile, elegante, discreta.

Autrice ed interprete di molte canzoni indimenticabili, alcune delle quali rivolte anche a temi sociali molto drammatici (molti ricorderanno “Spalle al muro”, resa celebre da Renato Zero e con cui l’artista romano si è piazzato al secondo posto al Festival di Sanremo del 1991).

Ancora una volta la sua sensibilità l’ha portata a comporre una canzone, “Stasera torno prima”, che ha dedicato al tema grave e purtroppo attualissimo delle vittime del lavoro.

“Stasera torno prima”, che l’artista pugliese ha regalato all’ANMIL (Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi del Lavoro), non è una canzone “patetica”, è una canzone che fotografa una realtà fin troppo spietata e crudele, che ci tocca tutti da vicino.

“Stasera torno prima” è una canzone per riflettere tutti insieme, per stimolare l’opinione pubblica, le istituzioni e cercare di cambiare le cose.

In questa intervista Mariella Nava spiega com’è nata la canzone, raccontando tutto il disagio e la sofferenza di fronte ad una realtà sempre più drammatica che è ormai entrata a far parte del nostro quotidiano.

 

Com’è nato il testo di “Stasera torno prima”?

Volevo raccontare la storia di un lavoratore tipo che si prepara quando fuori è ancora buio e si muove piano per non svegliare chi accanto a lui dolcemente dorme e, forse, sta sognando un’esistenza migliore.

La stessa che vorrebbe offrire.

Con quella immagine negli occhi, si avvìa verso il suo cantiere, cantiere amico-nemico, a causa delle insidie cui quotidianamente è sottoposto. 

E’ la storia semplice di un uomo che, uscendo da casa al mattino di un giorno qualsiasi, spera di potervi rientrare presto per fare una sorpresa e dedicarsi con più tempo alle persone che ama e che lo attendono di ritorno tutte le sere.

Come mai ha deciso di dedicare una canzone proprio a questo problema così drammatico?

Chi scrive non decide, ma sente. Era da tempo che, durante i miei spostamenti in macchina, posavo gli occhi sugli operai dei cantieri stradali, o ripensavo ai cortei di altri operai che avevo visto sfilare nella mia Taranto da bambina, per rivendicare diritti, orari e salari migliori, e mentre tornavo con il pensiero a quei ricordi, seguivo le notizie e i vari appelli del Presidente Napolitano perché si ricorresse a tutti i rimedi necessari e possibili per fermare questa ecatombe.

Di lavoro si vive, di lavoro si costruisce e si sogna, anche con grandi sacrifici, di lavoro parla la nostra Costituzione perché la nostra Repubblica, come recita il primo articolo, vi si fonda.

E allora come si può conciliare tutto questo con gli innumerevoli incidenti che tragicamente coinvolgono tanti nostri lavoratori?

Queste ed altre riflessioni si affollavano nella mia mente e si sono urgentemente trasformate in canzone perchè è l’unico modo a me congeniale per gridare delle verità.

Ciò che colpisce di “Stasera torno prima” è la storia, tragicamente reale perchè potrebbe essere o assomigliare alla storia di moltissimi lavoratori. Eppure, pur essendo una canzone drammatica, non è una canzone retorica e che cerca la compassione del pubblico in modo scontato. E’ una canzone vera ed autentica che fotografa un dramma esprimendo tutta la sofferenza, la drammaticità, la gravità di un problema enorme e che colpisce per la naturalezza, la spontaneità e la sensibilità con cui è stata scritta ed interpretata.

Come ci è riuscita?

Un cantautore è come un fotografo, le cui immagini, i tagli di luce che raccoglie vivendo, si traducono in note e parole.

Le storie sono la materia prima del mio mestiere e, tanto più ascolto, guardo, analizzo, verifico personalmente sulla mia pelle o attraverso storie da condividere con chi mi passa accanto, tanto più le canzoni che scrivo risultano ispirate, vere, sentite, riscontrabili, riflettenti le sensazioni e le diverse esperienze reali di chi le ascolterà.

Viviamo in un Paese dove non sempre vi è la giusta attenzione verso le categorie di lavoratori che svolgono professioni rischiose. Basta leggere i giornali per rendersi conto che le morti bianche in Italia sono purtroppo una realtà quasi quotidiana (in Europa siamo il Paese con più incidenti!).

Secondo lei perchè è così difficile salvaguardare la vita di chi lavora?

Perché sicuramente l’urgenza, la priorità  è lavorare comunque e in qualsiasi modo e condizione. La necessità di questi tempi di trovare un lavoro, qualsiasi esso sia e in maniera spesso precaria, elude l’attenzione.

Il primo pensiero non è certo  né prepararsi, né cautelarsi con adeguata prevenzione, né i datori di lavoro sono responsabilmente interessati proprio agli stessi aspetti.

I controlli sono pochissimi e spesso, a loro volta, troppo superficialmente condotti.

Le sanzioni quasi mai  applicate anche se già previste dalla legge.

Lei ha regalato questa splendida canzone all’ANMIL (L’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi del Lavoro fondata a Roma nel 1943). Secondo lei se anche altri artisti, in particolar modo del mondo della musica, seguissero il suo esempio e prestassero la loro sensibilità artistica a questa causa importante sarebbe possibile cambiare la situazione?

Ho sempre pensato che una canzone non basti da sola a cambiare lo stato delle cose, ma può spingere le onde, esattamente come riesce a fare anche un vento leggero al centro di un oceano immenso. Una canzone fa riflettere, muove come un motorino di avviamento, regala energia a chi non ne ha abbastanza per denunciare ciò che non và e che non sempre si riesce a dire o a far capire, può unire tanti in un unico sentire perché ha una corsìa preferenziale per le emozioni e le emozioni, da sempre, riescono a rivoluzionare la storia.

Sarebbe bello per questa ragione che un coro di artisti, ognuno a proprio modo, si esprimesse su questo argomento.

Siamo appena stati chiamati alle urne e un nuovo Governo si sta preparando a guidare l’Italia. Vi è qualcosa che vorrebbe chiedere a questo Governo a proposito della sicurezza dei lavoratori?

Di occuparsene con fatti e provvedimenti giusti e attenti e non solo con parole da dimenticare appena dopo la chiusura delle campagne elettorali.

 

 

www.mariellanava.it

 

 

ANMIL - Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro

www.anmil.it